Friday, February 29, 2008

Elezioni




Io a votare ci vado, e' mio diritto; capisco pero' che e' un casino. Chi voti? I due grossi partiti faranno un inciucio e piu' o meno hanno lo stesso programma. I nomi li decidono loro, non puoi nemmeno piu' votare la persona che vuoi....e allora che fare? Votero' uno dei piccoli partiti di sinistra, non so ancora quale......non si vincera' di sicuro ma almeno il mio voto lo prende chi la pensa come me....non ho piu' voglia di tapparmi il naso e votare contro qualcuno e non per qualcuno. Amen.

Thursday, February 28, 2008

E ci risiamo!!

Stamani John ha ricevuto un'altra lettera riguardo la cremazione e alla possibilita' di partecipare all'estrazione di una " a gratis ". Se fossi in lui comincerei a toccarmi sotto e a fare gli scongiuri.

La pubblicita' e' dappertutto, spam nell'email, cartaccia nella posta, telefonate all'ora di pranzo o di cena e il piu' delle volte registrate in precedenza.....NON SE NE PUO' PIU'. La cosa piu' ridicola e' che ricevo, per posta elettronica, centinaia di spam al giorno e tra queste la maggior parte riguardano i medicinali e particolarmente quelli tipo viagra, cialis etc... Siccome vedono che il mio indirizzo email ha la it finale, fanno la traduzione con altavista dall'inglese all'italiano ( il risultato normalmente e' spassoso) e allora ricevo email che hanno per soggetto: Comprate la forza per il pene, Il doping per la vostra cosa graziosa, Ordinate ora e provate il miracolo blu e cosi' via.
E qui copio e incollo il testo dell'email :

L'opinione del nostro cliente:

Mia moglie ed io hanno provato il Viiaaaaagra... all’ultimo fine-settimana. Ha trovato che la mia cosa graziosa non era completamente all’altezza ultimamente. Dunque abbiamo deciso di provare una volta cio. C’E soltanto una parola che descrive questa sensazione: la pazzia. Da questo tempo mi sento come di 20 anni, piu tardi non potevo fare cio cosi a lungo e cosi spesso. Cosa devo dire? E una cosa come va, questo Viiaaaaagra...!

Provate il nostro prodotto e sentirete che i nostri clienti confermino!

I prezzi sono fuori concorrenza

- L'imballaggio modesto come anche il pagamento;
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- Nessun spese superflue.


Comunque, traendo le mie conclusioni, non so piu' se e' piu' oscena la pubblicita' della cremazione o quella sul sesso. Un collegamento tra loro comunque c'e', non a caso l'orgasmo e' anche chiamato " piccola morte" .

Tuesday, February 26, 2008

Americans, vote Obama!

(foto Nilo Ratti)

La Olivella perfettina, sorriso da secchiona, sta bene giusto al carnevale di Viareggio, non certo alla Casa Bianca.
Il solo vederla mi irrita, mi ricorda quelle bravone a scuola che sanno tutto loro e non ti fanno copiare nemmeno una riga.
La vedo fredda, calcolatrice e assetata di potere.
Almeno Obama rappresenta qualcosa di nuovo. Ve lo immaginate un presidente americano che si chiama Barack Hussein Obama? Solo il nome da' adito a speranze. Speriamo, se eletto, faccia qualcosa di buono per il Medio Oriente (anche se a tale proposito ho i miei dubbi) e che sia meno arrogante, nella politica estera, dei suoi predecessori, repubblicani e democratici.

Monday, February 25, 2008

Mannoia, Chico Buarque, Toquino

La Mannoia e' brava ma gli occhi di Chico Buarque fanno innamorare. :-)


Sunday, February 24, 2008

Epistolario 1976 ( seconda parte)




novembre 1976

......sono stata invitata a un pranzo da un'amica di qui, c'erano quattro donne tutte sopra i 70 e a me dicevano, come li porti bene 78. Ora voglio invitare io, sai Clorinda se voglio so fare, anch'io sono stata serva in casa dei signori.
Mi ricordo dei tempi della mia gioventu', quando eravamo tutti assieme coi nostri genitori. Che bellezza, come eravamo tutti contenti anche con la miseria. Ormai tutto e' passato, ora tocca a noi combattere la nostra vita. Io mi faccio delle belle passeggiate finche' il tempo lo permette. Allora Clorinda, non ti perdere di coraggio, fatti forte in tutto quello che ti viene davanti. Non fare la cogliona, guarda di somigliare la mamma, mi fa tanto coraggio anche a me.

4 dicembre 1976

........ora si avvicina il Santo Natale. Come mi vengono in mente i tempi della nostra gioventu'! Com'erano belli quei Natali! Ti ricordi Alfonso, la zia Tilde la sera come cantava tutte le cose di chiesa: la Pastorella, Tu scendi dalle stelle. Come si stava tutti a sentirla! Era tanto buona con noi. Poi tutti riuniti al fuoco papa' e mamma a dirci tante cose riguardo il Natale. Qui vado in chiesa, fanno di belle funzioni e tutte in inglese. Io vado alla mia moda. Ora ti faccio ridere, cantano per il Natale Adeste Fidele. A un prete dissi anche al mio paese si cantava questa pastorella. Lui mi disse, la sapete tutta? Io gli dissi di si e gliela dissi tutta. In inglese non so rispondere ma nella mia lingua so tutto. Infatti e' vero. Queste donne italiane, toscane non sanno quello che so io. Qui mi chiamano al telefono per sapere quello che non sanno.

Saturday, February 23, 2008

Epistolario 76

Ancora stralci dell'epistolario tra la signora Maria e la sorella Clorinda.


15/9/1976

......qui in Chicago e' venuta la moda dei calzoni. Le donne li portano come gli uomini, anche quelle di 90 anni, ma io non li metterei nemmeno se mi dessero tutta Chicago. Alle ragazze mi garbano ma no alle vecchie...


19/11/ 1976

Cara Clorinda, mi fai sapere della povera sorella Gianna che ci ha lasciato. Mi e' dispiaciuto non poterla rivedere, a uno alla volta tocca a tutti. Lei il suo passo l'ha fatto, ora tocca a noi. E' stata ben guardata e assistita, dunque era venuta la sua ora. E noi che siamo rimasti bisogna farsi coraggio, rassegnarsi sempre alla volonta' di Dio. Cara Clorinda non te la prendere tanto perche' se ci vai di dietro allora e' peggio. Controllati e pensa che avanti a chi comanda non ci si passa. Io qui tiro avanti meglio che posso. I miei vengono a trovarmi spesso. Giovedi prossimo 25, qui in America si fa una festa che sarebbe quella del tacchino. Anche noi facciamo un bel pranzo.
Clorinda non fare la cogliona e tira a campare, la mamma mi disse: Maria, se io me la prendevo te non mi rivedevi. Allora forza e coraggio sempre. La povera sorella aveva 87 anni ma tutti non si sa se ci si arriva. Io sono qui sola, la notte sento quell'uccello che ho in casa, me lo dette la Betti, mi disse: nonna quest'uccello parla pero' gli devi insegnare. E' una qualita' buona, gostano moneta. Ne faccio caso, ti scaccia un po' i pensieri.

continua............

Friday, February 22, 2008

Cacca di cane

photo by Barnism


Anche se sono cosi' lontana mi tengo sempre informata su quello che succede in Italia e in particolare nella mia citta'. Cosi' seguo anche i TG locali, quelli in streaming, e in piu' ho contatti continui con amici e familiari.
Stamani ho saputo che il mio vicino di casa a Camaiore, esimio psichiatra, ha appeso un cartello al suo cancello d'ingresso con scritta la seguente frase:

" Un anno di purgatorio a te per ogni st....o che il tuo cane lascia qui"

cosi' almeno mi e' stata riportata . Vero e' che, passeggiando per i marciapiedi e non, di Camaiore, devi stare sempre attento a dove metti i piedi. Avere poi cacche di cane anche davanti a casa tua non deve essere proprio piacevole. Io, che critico e ironizzo spesso e volentieri sugli americani, devo riconoscere che per queste cose sono piu' educati di noi. Tempo fa sento bussare alla porta, apro e c'e' una ragazza col suo cane che mi chiede se ho una busta di plastica. Il suo cane ha fatto i suoi bisogni davanti a casa mia e lei non ha i guanti per raccattarli. Le do' la busta e lei pulisce il tutto, ringrazia e se ne va. Sarei curiosa di sapere quanti dei miei concittadini camaioresi avrebbero fatto lo stesso.

Thursday, February 21, 2008

"Confessioni di una casalinga"

Vento e pioggia oggi a Salinas e le previsioni danno brutto fino a domenica. Questo tempo non aiuta certo a essere allegri.
Per fortuna mancano solo 28 giorni al mio arrivo in Italia e allora daro' sfogo alla mia voglia di chiacchiera e alla voglia di andare in giro. Qui e' davvero deprimente.
La foto l'ho appena scattata nel "backyard" , come dicono qui, e da' l'idea del vento che tira.
Tra poco devo andare a cucinare perche' qui si cena presto come negli ospedali e io invece non avrei voglia di preparare niente.
Almeno quando saro' a Camaiore si cenera' all'ora della gente " normale".
Alla TV, sulla CNN, c'e' il dibattito tra Obama e la Clinton. Lei proprio non la reggo con la sua faccia da perfettina. Mi ricorda tanto la Olivella di quella pubblicita' che c'era tanti anni sulla Rai, la sposa perfetta contrapposta a una certa Maria Rosa che almeno qualche difettuccio l'aveva.
Comunque devo riconoscere che l'hanno truccata cosi' bene che le borse ,che normalmente ha agli occhi, sono sparite. Mi piacerebbe avere il suo truccatore.

Wednesday, February 20, 2008

Angelo Branduardi - Confessioni di un malandrino




Confessione di un malandrino ( Esenin -Branduardi)

Non a ciascuno è dato di cantare,
non a ciascuno è dato di cadere
come una mela ai piedi di qualcuno.

Eccovi la suprema confessione,
quella che vi può fare un malandrino.
Mi piace spettinato camminare
col capo sulle spalle come un lume,
e così mi diverto a rischiarare
il vostro triste autunno senza piume.

Mi piace che mi grandini sul viso
la fitta sassaiola dell'ingiuria:
mi agguanto solo, per sentirmi vivo,
al guscio della mia capigliatura.

Ed in mente mi torna quello stagno
che le canne ed il muschio hanno sommerso,
e mio padre e mia madre che non sanno
d'avere un figlio che compone versi.

Ma mi vogliono bene come ai campi,
alla pelle e alla pioggia di stagione;
raro sarà che chi m'offende scampi
da loro e dalle punte del forcone.

Poveri genitori contadini!
Certo siete invecchiati e ancor temete
il signore del cielo e gli acquitrini...
Genitori che mai non capirete

che oggi il vostro figliuolo è diventato
il primo fra i poeti del paese...

Quando correva scalzo sul bagnato
vi si copriva l'anima di brina:
ora invece in iscarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.

Ma sopravvive in lui la frenesia
d'un vecchio mariolo di campagna,
e ad ogni insegna di macelleria
alla vacca s'inchina, sua compagna.

E quando in piazza incontra un vetturino,
gli torna in mente il suo concio natale,
e vorrebbe la coda del ronzino
reggere come strasico nuziale.

Voglio bene alla patria,
l'amo senza confine,
benché afflitta di tronchi rugginosi.
M'è caro il grugno sporco dei suini
ed i rospi nell'ombra sospirosi.
Son malato d'infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d'aprile.
Sembra quasi che l'acero si curvi
per riscaldarsi e poi dormire.

Dai nidi di quell'albero le uova
per rubare salivo fino in cima.
Ma sarà la sua chioma sempre nuova
e dura la sua scorza come prima?

E tu, mio caro amico,
vecchio cane fedele?
Fioco e cieco t'ha reso la vecchiaia,
e giri a coda bassa nel cortile,
ignaro delle porte e dei granai.

Mi son cari i miei furti di monello,
quando rubavo in casa un po' di pane,
e si mangiava come due fratelli,
una briciola l'uomo ed una il cane.

Io non sono cambiato,
il cuore ed i pensieri son gli stessi,
e come fiori in grano, in viso gli occhi.
Sui tappeti magnifici dei versi
voglio dirvi qualcosa che vi tocchi.

Buona notte!
La falce risonante della luna
si cheta mentre l'aria si fa bruna.
Dalla finestra mia voglio stasera
pisciare contro il disco della luna.

L'azzurro della notte è così terso:
qui forse anche il morire non fa male.
Che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale?

O Pegaso decrepito e bonario,
il tuo galoppo è ora senza scopo.
Giunsi come un maestro solitario
e non canto e non celebro che i topi.

Dalla mia testa come uva matura
gocciola il folle vino delle chiome...
Voglio essere una gialla velatura
gonfia verso un paese senza nome.

" Confessione di un teppista"


Sergej Esenin

1895-1925







Confessione di un teppista
(Sergej Esenin, 1920)

Non a tutti è dato cantare,
E non tutti possono cadere come una mela
Sui piedi degli altri.

Questa è la più grande confessione,
Che mai teppista possa rivelarvi.

Io porto a bella posta la testa spettinata,
Lume a petrolio sopra le mie spalle.
Mi piace illuminare nelle tenebre
L’autunno spoglio delle vostre anime.
E mi piace quando una sassaiola di insulti
Mi vola contro, come grandine di rutilante bufera,
Solo allora stringo più forte tra le mani
La bolla tremula dei miei capelli.

È così dolce allora ricordare
Lo stagno erboso e il suono rauco dell’ontano,
Che da qualche parte vivono per me padre e madre,
Che se ne fregano di tutti i miei versi,
E che a loro sono caro come il campo e la carne,
Come la pioggia fina che rende morbido il grano verde a primavera.

Con le loro forche verrebbero a infilzarvi
Per ogni vostro grido scagliato contro di me.

Miei poveri, poveri contadini!
Voi, di sicuro, siete diventati brutti,
E temete ancora Dio e le viscere delle paludi.
O, almeno se poteste comprendere,
Che vostro figlio in Russia
È il più grande tra i poeti!
Non vi si raggelava il cuore per lui,
Quando le gambe nude
Immergeva nelle pozzanghere autunnali?
Ora egli porta il cilindro
E calza scarpe di vernice.

Ma vive in lui ancora la bramosia
Del monello di campagna.
Ad ogni mucca sull’insegna di macelleria
Da lontano fa un inchino.
E incontrando i cocchieri in piazza,
ricorda l’odore del letame dei campi nativi,
Ed è pronto a reggere la coda d’ogni cavallo,
come fosse uno strascico nuziale.

Amo la patria!
Amo molto la patria!
Anche con la sua tristezza di salice rugginoso.
Adoro i grugni infangati dei maiali
E nel silenzio della notte, la voce limpida dei rospi.
Sono teneramente malato di ricordi infantili,
Sogno delle sere d’aprile la nebbia e l’umido.
Come per scaldarsi alle fiamme del tramonto
S’è accoccolato il nostro acero.
Ah, salendo sui suoi rami quante uova,
Dai nidi ho rubato alle cornacchie!
È lo stesso d’un tempo, con la verde cima?
È sempre forte la sua corteccia come prima?

E tu, mio amato,
Mio fedele cane pezzato?!
La vecchiaia ti ha reso rauco e cieco
Vai per il cortile trascinando la coda penzolante,
E non senti più a fiuto dove sono portone e stalla.
O come mi è cara quella birichinata,
Quando si rubava una crosta di pane alla mamma,
e a turno la mordevamo senza disgusto alcuno.


Io sono sempre lo stesso.
Con lo stesso cuore.
Simili a fiordalisi nella segale fioriscono gli occhi nel viso.
Srotolando stuoie d’oro di versi,
Vorrei dirvi qualcosa di tenero.

Buona notte!
A voi tutti buona notte!
Più non tintinna nell’erba la falce dell’aurora…
Oggi avrei una gran voglia di pisciare
Dalla mia finestra sulla luna.

Una luce blu, una luce così blu!
In così tanto blu anche morire non dispiace.
Non m’importa, se ho l’aria d’un cinico
Che si è appeso una lanterna al sedere!
Mio buon vecchio e sfinito Pegaso,
M’occorre davvero il tuo trotto morbido?
Io sono venuto come un maestro severo,
A cantare e celebrare i topi.
Come un agosto, la mia testa,
Versa vino di capelli in tempesta.

Voglio essere una vela gialla
Verso il paese per cui navighiamo.

1920

[traduzione di Massimo Rossi, gestore di uno straordinario portale dedicato a Esenin]




Monday, February 18, 2008

Epistolario 1975


Del 1975 ho solo una lettera, forse le altre sono andate perse. Maria continua a scrivere ai fratelli, dice che spera un giorno di poter tornare. Cosa che non succedera' mai.

21 febbraio

Cara Clorinda

In America ora i lavori vanno piano, ci sono tanti disoccupati che pero' prendono la paga dal governo tutte le settimane. La mia pensione e' sempre quella e bella, se fossi a C. non la finirei.
Clorinda credimi che te e Alfonso vi penso assai, ma fatevi sempre coraggio che io ritorno in mezzo alla famiglia. Mi voglio godere la casa paterna e voglio ristabilirla se campo. La nostra casa viene bella, lo vedrete, date tempo che io possa ritornare........
I lavori qui vanno piano, tutti i giorni le fabbriche mettono le persone a spasso. Speriamo che non venga come quando venni dall'Italia nel 1929 che tanti lavoranti erano a casa. Anche il mio povero marito dovette stare 8 anni senza trovare il lavoro. Io invece fui fortunata, lo trovai subito e col mio guadagno si andava avanti e poi in casa avevo anche il povero fratello Romelio....

Saturday, February 16, 2008

Quasi primavera!



































E' un po' presto per la primavera, so anche dai quotidiani online che in Italia sta tornando un'ondata di freddo ma queste foto le ho appena fatte e non posso fare a meno di pensare che l'inverno sia finito. Non solo mi da' gioia la fine del freddo ma anche il fatto che ora conto davvero i giorni che mancano al nostro viaggio, non vedo l'ora di essere a Camaiore e riabbracciare tutti.
Il rosmarino e' cresciuto tantissimo da quando l'ho piantato ed e' un'esplosione di fiori.
Oggi mi sento bucolica.

Friday, February 15, 2008

Epistolario 1974

19 novembre

Cara Clorinda, mi fa piacere sentire che per il momento siete in salute. Io pure e tutti di famiglia. Sabato scorso si fece qui in casa mia il compleanno di Mariano, ha finito 16 anni. Lo vedi Clorinda mi vedo giovinotti i nepoti, e come sono grandi di statura! E la Giulia come lavora in fabbrica e in casa! Le fabbriche mettono a casa la gente, il lavoro va piano e la roba da mangiare e' alle stelle. Le pigioni crescono e sento dire che anche in Italia e' lo stesso. Come ora le paghe dei lavoranti cosi' alte non sono mai state, ma si stara' a vedere come va a finire. Sulla mia paga non ci nevica e non ci piove. La pensione e' bella. Una volta ai tempi vecchi non c'era invece ora anche in Italia sono messi tutti bene.

26 novembre

Cara Clorinda, giovedi' prossimo 28 qui in America festeggiano la giornata del tacchino, allora vado a casa di Bob a desinare. Passero' una bella giornata. La Giulia fa un pranzo col tacchino in mezzo alla tavola. Questo in America e' un giorno tanto ricordato e ha il suo significato. La sera del 23, cioe' sabato scorso, sono andata a vedere il matrimonio della figlia di Elio; ha sposato un giovanotto polacco. E' un bel giovanotto.
Incomincia il freddo, riguardati fin che puoi, come faccio io; le passeggiate le rimando a questa primavera, ora me ne sto in casa bella calda, specie quando le strade sono ghiacciate . Io qui la stufa la metto piu' alta, lo sai come sono freddolosa, eppoi siamo vecchie, il sangue non ha piu' forza.






Anna in piscina

Questo video e' datato fine dicembre quando Anna non aveva ancora compiuto 4 anni. Anna e' quella con la cuffietta arancione.

Thursday, February 14, 2008

Meno male che Silvio c'e'. Ma che roba e'?

Non so se ridere o se piangere.....non ci sono parole....indignata, schifata, divertita....MAH!!!
Dicono che dovrebbe accompagnare la campagna elettorale di Berlusconi Silvio, tessera P2 1816.
Io spero solo che sia uno scherzo.


Parrucchiere per pidocchiosi :-)

Dopo Hair Fairies in San Francisco ( nella foto) , Love Bugs in Lafayette anche Oakland ha il suo salon per togliere i pidocchi ( lice ).
NitPixies ha aperto il negozio questo mese sulle colline di Oakland; insieme al trattamento contro i pidocchi offrono agio e sollievo ai genitori spaventati da questi animaletti che succhiano il sangue dallo scalpo dei loro figli.
Il servizio che offrono e' abbastanza costoso, 100 dollari l'ora per ciascuna testa trattata . Per quelli poi che vogliono un trattamento anche per lenzuola e indumenti, hanno lavatrici e asciugatrici industriali, ma in questo caso il conto non sara' meno di 900 dollari.
Per fortuna ci sono gli scettici che pensano che non sia necessario spendere quelle cifre per eliminare i pidocchi e che i vecchi sistemi casalinghi siano altrettanto efficienti.
E' anche vero che tanti genitori, specialmente quelli che lavorano, non hanno ne' tempo ne' voglia di affrontare questo problema ma hanno i soldi perche' qualcun altro lo risolva per loro.

Wednesday, February 13, 2008

Henry Salvador

Ieri ho messo su questo blog il video " Juanita Banana" , ora ho appena letto che Henry Salvador e' morto oggi a Parigi all'eta' di 90 anni. Voglio ricordare che non era solo il buffo personaggio dalla risata irresistibile ma soprattuto un bravo cantante e chitarrista jazz.È stato il primo cantante di rock'n roll in Francia ed è stato l'ispiratore della bossa nova brasiliana.In Italia fu un personaggio televisivo popolare nei primi Sessanta come protagonista di "Giardino d'inverno". Ho ancora nelle orecchie le risate di mia nonna quando vedeva le sue smorfie.





Une chanson douce

Que me chantait ma maman
En suçant mon pouce
J'écoutais en m'endormant

Cette chanson douce
Je veux la chanter pour toi
Car ta peau est douce
Comme la mousse des bois

La petite biche est aux abois
Dans le bois se cache le loup hou hou hou hou
Mais le brave chevalier passa
Et prit la biche dans ses bras la la la la

La petite biche
Ce sera toi si tu veux
Le loup on s'en fiche
Contre lui nous serons deux

Une chanson douce
Pour tous les petits enfants
Une chanson douce
Que me chantait ma maman

Oh le joli conte que voilà
La biche en femme se changea la la la la
Et dans les bras du beau chevalier
Belle princesse elle est restée. A tout jamais

La belle princesse
Avait des jolis cheveux
La même caresse
Se lit au fond de tes yeux

Une chanson douce
Que chantait ma maman
En suçant mon pouce
J'écoutais en m'endormant

Tuesday, February 12, 2008

Juanita Banana

Chi se la ricorda?

Ancora sui garages

Non solo i garages americani servono come contenitori di tutto quello che non puo' stare dentro la casa ma che non vogliamo gettare, spesso e volentieri servono per vendere le cose di cui vogliamo disfarci. Ogni fine settimana c'e' qualcuno che decide di fare una yard sale o garage sale; mettono un annuncio sul quotidiano locale o attaccano un foglio su un palo della luce nei punti cruciali e il gioco e' fatto. Ci sono persone che passano la mattina del sabato andando in giro per trovare qualcosa di interessante e conveniente da comprare.

Monday, February 11, 2008

Garages americani



Qui i garages servono a tutto fuorche' per le automobili. Quando sono venuta ad abitare a Salinas una delle prime cose che ho fatto e' stata quella di sistemare un po' il garage, era pieno di scatole e scatoloni. Pensavo fosse dovuto al fatto che John viveva da solo e accumulava tutto li'. Poi mi sono resa conto sbirciando qua e la' che e' proprio un'abitudine riempire il garage di tutto e di piu'. Risultato: dopo quasi 7 anni che vivo qui e' piu' pieno di prima, alle scatole si sono aggiunti vecchi mobili, tappeti etc....
Qualche esempio dalle foto. ( Preciso che non e' il mio garage, come qualcuno ha pensato, anche il mio e' incasinato ma non a questi livelli )

Sunday, February 10, 2008

Canzone della domenica: Caetano Veloso " La Paloma"

Epistolario 1974



7 novembre 1974

Cara sorella Clorinda, mi fa piacere sentire che per il momento stai bene anche Alfonso e tutti della famiglia. Pure noi tutti godiamo ottima salute, grandi e piccoli. Sento nell'ultima lettera che pensi a passare l'inverno perche' ti pesano gli anni che hai. Hai paura del freddo. Sai come devi fare? La spesa del mangiare falla un po' prima, come faccio io. Anche la minestra comprala all'ingrosso e tanta altra roba che non va a male. Eppoi dici a Osman che ti mandi la spesa a casa. Fa come faccio io, mi preparo tutto quello che mi ci vuole avanti che venga la neve e il freddo. In questi giorni mi faccio la provvista di frutta e di carne. Di salumi vado al mercato, c'e' una bottega italiana che tiene di tutto, si chiama Lucca.
Clorinda mi raccomando, riguardati piu' che puoi, siamo vecchie e tutte le guazze ci bagnano. Proprio ora e' venuta l'Enrichetta, ha portato la fotografia che vi fece quando venne a C.
Siete presi bene tutti e due, gli anni li portate bene; Alfonso pare un giovanotto. Ti puoi contentare per avere 80 anni sei grassa. Alfonso ha la camicia con una toppa alla pancia, si vede bene.
Insomma sono contenta che stiate bene.

Maria

Saturday, February 9, 2008

Epistolario: anno 1974


Ancora stralci di lettere scritte dalla sig.ra Maria, emigrata negli Stati Uniti alla fine degli anni venti, ai fratelli che vivono ancora nel piccolo paese della lucchesia.


9 gennaio 1974

Alfonso, mi ha scritto Angelo e mi ha detto che hai fatto un bel lavoro sotto casa, la ringhiera di legno fino alla strada, cosi' quando uno scende il viottolo si puo' reggere e non cadere. Bravo Alfonso, fallo vedere chi sei. Ti stimavano un buono a nulla ma ora lo vedono coi lavori che fai.
Riguardati dal freddo, stai attento a quella stufa che hai appena si entra in casa, quando andate a letto mettetela bassa per essere piu' sicuri. Attento alla Clorinda che a lei prende il sonno, lo sai resta a bocca aperta sopra il fuoco. Io qui in casa, prima di andare a letto, guardo da tutte le parti e specialmente il gas delle stufe, del fuoco ho paura. Vedesti la nostra povera cugina che mori' bruciata!


senza data

Caro Alfonso, assieme alla sorella Clorinda anche a te il mio piu' vivo pensiero. Sento che stai bene e lavori come un giovanotto. Sono contenta che il governo ti abbia dato la medaglia perche' sei bravo a lavorare la terra. Chissa' come sono rimasti quelli di C. a vedere che te a lavorare sei meglio degli altri! L'uva l'hai colta? Ce n'era quest'anno? Ora devi cogliere le castagne, la Gianna verra' per qualche giorno cosi' mangia i ballocciori e dargliene anche per portarli a casa, di non fare il tirchio.
Sento che tutto costa caro in Italia. Le pensioni le hanno cresciute? Io spero. Qui si prendono grosse perche' tutto va col vivere, anche le pigioni sono alzate. E' venuta una famiglia nuova ad abitare qui e paga 140 dollari al mese. Io pago poco, se dovessi pagare di piu' patirei subito per C. e verrei a farvi compagnia. Siamo vecchi e a me non pare, sono sempre in gamba da farmi portare rispetto. Tutti i giorni guardo una bimbetta di 9 anni e con lei vado in giro da tutte le parti. La sua mamma lavora di notte. L'America e' bella ma chi e' giovane deve lavorare.



20 gennaio 1974

Alfonso, sento che stai bene di salute e sei dietro a cogliere le olive. Non ti strapazzare tanto. Noi qui stiamo bene, pero' il tempo ha matteggiato da meta' dicembre a oggi. E' stato freddo e neve. Ora e' cambiato, oggi piove e viene bello. Pulisce le strade dalla neve. Ho sentito dire che in Italia le macchine il sabato e la domenica non camminano, anche qui il gasolio e' ritirato, non ne possiamo avere quanto ne vogliamo.


continua........................

Wednesday, February 6, 2008

Carnevale di Viareggio




Nilo Ratti mi manda queste belle foto della sfilata di ieri al carnevale di Viareggio. L'unica cosa negativa e' quella faccia del nano malefico, tessera P2 1816,che grazie a Mastella, Veltroni etc... ri- e' in auge. Perfino le notizie qui lo danno come probabile nuovo primo ministro. Se lo votano vuol dire che gli italiani se lo meritano. Da parte mia sono talmente schifata che non so nemmeno se andro' piu' a votare.

Tuesday, February 5, 2008

Per Cristina




Ci eravamo perse di vista da tanti anni e ci siamo ritrovate per caso in internet. So che le fara' piacere vedere queste foto.

Monday, February 4, 2008

Monterey: un po' di storia

Monterey



Stamani sono andata a Monterey per una visita dermatologica. Una macchietta che avevo su una tempia in pochi mesi si e' allargata e cresciuta in spessore. Guardando in internet mi ero gia' fatta la diagnosi, tra l'altro corretta, ma il parere di un esperto mi e' sembrato necessario. Si tratta di una cheratosi seborroica, il medico me la voleva togliere subito con una piccola anestesia ma ho chiesto invece la crioterapia anche se lui non e' convinto che funzioni, dato lo spessore. Comunque me l'ha fatta, ora vedremo cosa succede.
Stamani era la prima giornata di sole dopo tanta pioggia, Monterey e' una cittadina sulla costa che mi piace molto, ci vado sempre volentieri.
Ha poco piu' di 30.000 abitanti, e' stata la capitale della California dal 1777 al 1849 sotto le bandiere della Spagna e del Messico . Era famosa per l'abbondante pesca nella baia di Monterey, credo per questo che la maggior parte di immigrati italiani furono pescatori siciliani. Cannery Row, dove ora c'e' l'acquario ed altre attrazioni per turisti, era dove si inscatolavano le sardine. Due libri di Steinbeck: "Cannery Row" e "Dolce giovedi" sono ambientati proprio li'.
Famoso il "Monterey International Pop Festival" del giugno 1967; basti ricordare Jimi Hendrix, The Who, Janis Joplin, Otis Redding, Simon e Garfunkel etc.... Importante ricordare anche il Monterey Jazz Festival che si tiene ogni anno per 3 giorni in settembre sin dal lontano 1957.

Saturday, February 2, 2008

Starry Starry Night- Vincent Van Gogh

L'epistolario continua.......


Altre lettere da Chicago, quando le ho trovate, circa 20 anni fa, mai avrei immaginato che anch'io sarei venuta a vivere negli Stati Uniti e avrei provato la stessa nostalgia.


18 gennaio 1973

Cara Clorinda, mi devi mandare l'indirizzo del notaio di Camaiore che ci si porto' i testamenti che si fecero quando ero li', quando c'era sempre il povero fratello Giovanni. Mi ha detto Bruno che avresti pensato te a farlo registrare dopo la sua morte. Sono faccende che vanno fatte in tempo, non ci si puo' dormire sopra.
Io faccio la vita buona, meglio di cosi' non saprei. In casa sono la padrona e faccio quello che mi garba.

17 dicembre 1973

Cara Clorinda, so che in Italia ha fatto tanto freddo e neve, anche qui ha fatto lo stesso, e' gia' una settimana che sono chiusa in casa. Anche oggi come viene bella la neve, Chicago e' tutto bianco. Speriamo che per il Santo Natale le strade siano pulite e il tempo sia migliore. Te cerca di stare contenta piu' che puoi assieme a Alfonso, fatevi un buon desinare e prendete un ponce alla mia salute.


29 dicembre 1973

Cara Clorinda, ti racconto come ho passato il Natale. Il giorno 24 venne a prendermi la Giovanna alle due del pomeriggio. La sera a mezzanotte siamo andati tutti alla Santa Messa. Che folla di gente che c'era!!Se tu vedessi con che devozione stanno in chiesa! Cantarono la Pastorella, quella che si cantava a F. a mio tempo. Il giorno dopo la Giovanna fece un grosso pranzo. Mi portarono a casa bella contenta.

Friday, February 1, 2008

Lettere 1972: stralci





8/4/72

......ormai la disgrazia e' successa, non ci si puo' fare niente, lui come vedevi soffriva assai e a me nelle lettere diceva che non poteva campare a lungo. Qui c'e' vento e neve. Che bufera che c'e' fuori! Io guardo dalla finestra e sto bella calda in casa. Ho tante chiamate al telefono e visite, mi fanno le condoglianze per il povero fratello.

30/5
Cara Clorinda.....io non faccio che delle belle passeggiate a modo mio. Ora che viene l'estate, a me piace il caldo. Domenica scorsa 28 andai al ristorante, eravamo in tanti...

17/7

Caro Alfonso.....sento nelle lettere che sai tirare avanti il posto bene e che lavori tanto. Sono contenta pero' non ti strapazzare specialmente in questi mesi caldi. E allora non ti fissare con il lavoro, fai quello che puoi. Cerca di tenere contenta la Clorinda, non la lasciare sola la sera, lo sai pure che lei ha paura. Aiutala nella spesa giornaliera

16/10

Cara Clorinda, qui in Chicago il tempo e' bello per il momento, ieri sono andata al cimitero con la Zoele a fare la visita ai nostri morti. E sai il Camposanto e' lontano, si prende la macchina per andarci. Stanotte mi sono sognata Giovanni, non mi sembra vero che sia morto.
Caro Alfonso, delle castagne ce ne sono quest'anno? Come vorrei essere li' a fare i ballocciori e le mondine! Le galline l'avete oppure no? Oggi e' bella, voglio andare a comprare l'una moscatella per mangiare.

12/9

Clorinda....giusto hai la testa che ti sente. Quello e' un male cronico, ormai quell'artrite ce l'hai nella testa e la devi sopportare. Tutti hanno i loro disturbi, la vecchiaia e' brutta anche per i sani. Ormai la nostra vita e' cosi'. Riguardo al fatto di non stare volentieri sola, cosa dovrei fare io, venire la'? Lo vedesti quando c'ero, per due mesi non feci che tossire, fra poco ci lasciavo la pelle.........
.......io ci penso a farmela l'operazione alla mia eta'. Sai pure quando uno e' vecchio, dicono i dottori, tanto era vecchia. Ci portano meno premura. Hai veduto il fratello com'e' andato a finire?






Lettere di emigrati


Le lettere erano sparpagliate sul pavimento , c'erano anche vecchie fotografie, giornali, riviste etc...
La casa, sulle colline tra Camaiore e Lucca, era stata appena venduta dagli eredi e insieme anche i vecchi ricordi.. Ho raccolto le foto e le lettere e mi sono appropriata di ricordi altrui. Le lettere sono datate dal 1971 al 1983 e chi scrive e' una vecchia signora emigrata alla fine degli anni venti a Chicago. Scrive ai fratelli che ancora vivono nella vecchia casa paterna.

Chicago, 1/2/1971

Cara Clorinda, sento che te e Alfonso state bene ma Giovanni e' il solito e la gamba gli fa ancora male. Io credo che se continua con questo freddo avra' ancora i dolori, le case non sono riscaldate e i dolori vogliono il caldo. Mi ricordo quando venni a C. nel 1968, una mattina mi alzai con un dolore a un braccio da non riuscire a muoverlo. Come farai con l'acqua ora che Giovanni non si puo' muovere? Se penso che a V. hanno l'acqua e a C. no mi viene una rabbia!
Io qui in casa vado all'acquaio e ce l'ho calda e fredda.
Ho sentito che danno meta' raccolto se vai a cogliere le olive. A che punto siamo! Se fossi li' ci andrei anch'io, comviene.
Anch'io ho le pietre al fegato pero' non mi danno noia, mi riguardo nel mangiare, se mi venissero le pene faccio subito l'operazione. Saluti da parte di Bob a tutta la famiglia, ti bacio con tanto affetto,
Maria

21/8

Cara sorella Clorinda, Giovanni come sta? E' sempre all'ospedale oppure a casa? Spero che stia meglio. Fammi sapere anche se la Giulia e' venuta per qualche giorno e se, per il disturbo che ha, ha deciso di farsi l'operazione. Saprai anche te della disgrazia che e' successa allo zio della Teresa; Don Paolo che era parroco a... da tanti anni e' stato ammazzato da un ragazzo di 16 anni.
Tutti i giorni mi faccio di brave passeggiate a mio piacimento. Vado sempre in piazza a vedere la frutta; com'e' bella! Eccome mi garberebbe stare a vendere come facevo una volta da giovane, ora si che qui si farebbero i soldi in poco tempo! E io sempre con la canestra in capo bella pesa a camminare a piedi fino a Camaiore. E te Clorinda dirai: ho cucinato tanto e lavato tanti piatti e pentole, e lustrato tanti pavimenti. Anche te le hai passate le tue piaghe. Per fortuna ora possiamo vivere tranquille la nostra vecchiaia senza piu' tanti affanni. Io qui sto bene anche se sogno sempre di tornare al colletto, ho tutto il necessario e la compagnia non mi manca. Ora ti saluto e ti abbraccio forte .
Maria