Saturday, January 31, 2009

Musica per bimbi

Cartone animato con musica di tchaikovsky





Wednesday, January 28, 2009

Grazie Flickr!


Per quei pochi che ancora non conoscono Flickr : non e' il nome del mio gatto, ne' una marca di shampoo o sigarette o robe del genere.
Senza di lui il mio blog e moltissimi altri non sarebbero cosi' colorati e con le immagini giuste.
Flickr e' un sito dove puoi trovare milioni di foto di ogni genere, la maggior parte utilizzabili liberamente per blog, facebook e simili; puoi utilizzare il sito anche per mettere le tue foto e scambiare commenti con altri utenti.  Sono foto amatoriali ma anche di fotografi professionisti e quelle belle sono la maggioranza.
Quindi un bel GRAZIE a Flickr.

www.flickr.com

Monday, January 26, 2009

Lucca che di m...a stucca!


Ho messo in google la frase " Lucca che di m...a stucca" e il risultato piu' frequente si riferisce al canto XVIII dell' Inferno.  Dante e' nelle malebolge dove sono gli adulatori:








Canto XVIII


E mentre ch’io là giù con l’occhio cerco,
vidi un col capo sì di merda lordo,
che non parëa s’era laico o cherco.

Quei mi sgridò: "Perché se’ tu sì gordo
di riguardar più me che li altri brutti?".
E io a lui: "Perché, se ben ricordo,

già t’ho veduto coi capelli asciutti,
e se’ Alessio Interminei da Lucca:
però t’adocchio più che li altri tutti".

Ed elli allor, battendosi la zucca:
"Qua giù m’hanno sommerso le lusinghe
ond’ io non ebbi mai la lingua stucca".


Alessio Interminelli ha parlato e lusingato troppo, per questo Dante l'ha messo all'inferno, ma questi politici lucchesi odierni hanno pisciato davvero fuori dal vaso.
Leggo sulla Repubblica online di oggi: 



LUCCA - Lucca dice basta ai ristoranti etnici. Il nuovo regolamento del Comune (guidato da una giunta di centrodestra) per bar locali e ristoranti, licenziato in consiglio comunale giovedì scorso, prevede che, nel centro storico del capoluogo toscano (inteso dentro ai quattro chilometri quadrati delle mura urbane) "al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse". E la norma vale anche in caso di subentro.  Tra le prime 'vittime' ovviamente i venditori di kebab, ma di fatto, la regola si può applicare anche ad altre cucine, come quella messicana, indiana o francese. A Lucca, quindi, si può mangiare solo italiano, anzi, preferibilmente 'lucchese'. In un altro punto, infatti, è previsto che nei menù deve essere presente almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia di Lucca. 

Mauro Favilla, sindaco di Lucca, e' stato mio professore quando frequentavo l'Istituto Tecnico Commerciale "Carlo Piaggia". Ricordo come noi alunni lo prendevamo in giro per il suo modo di fare, per come si piegava sulle gambe in maniera ridicola quando scriveva alla lavagna. Ridevamo di lui. Noto che nonostante siano passati tanti anni non ha ancora smesso di essere ridicolo, e ora e' anche in buona compagnia. Mi chiedo a quando la proibizione del cacciucco livornese,  della scarpaccia camaiorese e meglio non parlare dei pisani. A Lucca sara' solo farro e buccellato. Sono solo patetici e ridicoli o anche loro come l'Interminelli devono lusingare e compiacere qualcuno?

Sunday, January 25, 2009

Giorgio Gaber - Shampoo

Oggi Giorgio Gaber avrebbe 70anni. Un ricordo di lui come sua ammiratrice, come camaiorese e come una che si e' ritrovata tanto nelle sue canzoni.


Saturday, January 24, 2009

Paese che vai, abitudini che trovi





Melbourne, gennaio 24 (ANI): Un uomo e' stato licenziato perche' usa acqua anziche' carta igienica. 

Amador Bernabe, 43, e' un signore filippino che lavora a Townsville come operatore di macchine. Giovedi scorso il capo operaio l'ha seguito al gabinetto chiedendogli delle sue abitudini igieniche. Piu' tardi, Townsville Engineering Industries ( TEI), l'organizzazione dove svolgeva il suo lavoro, l'ha licenziato per abitudini igieniche " non australiane".

" Sono andato al gabinetto e ho portato una bottiglia d'acqua con me quando il mio capo mi ha visto e ha detto che non potevo portare l'acqua dentro"  il sig. Bernabe racconta.

" Ho detto che era per la mia igiene personale e che non violavo nessuna legge ne' le regole della ditta. Perche' non posso fare questo? Lui ha detto che avrebbe fatto rapporto al manager".

A seguito di questo il sig. Barnabe e' stato chiamato nell'ufficio del manager:

" Mi ha chiesto cosa fosse successo e io gliel'ho spiegato ,  lui ha risposto che se non seguivo le regole australiane sarei stato licenziato e cosi' e' stato"


E' proprio vero che ognuno ha le sue abitudini ma essere licenziati per l'igiene personale e' grave. Ricordo il mio ex marito che aveva attaccato un foglio sopra il bidet dove aveva scritto un messaggio a caratteri cubitali per i nostri figli che diceva:

"Meno carta igienica e piu' acqua"

Da parte mia devo dire che, vivendo attualmente negli Stati Uniti, soffro la mancanza del bidet. Non sto a raccontare le contorsioni che devo fare per lavarmi dopo aver usato il bagno. Non capisco come possono fare senza il bidet, per me la loro igiene lascia a desiderare; mica fanno la doccia ogni volta che vanno al bagno!



Friday, January 23, 2009

Ricordi di scuola



Oggi per caso , curiosando in internet, ho trovato una notizia che mi ha riportato ai tempi della scuola media superiore, quando l'insegnante d'inglese ci parlo' di questa cittadina inglese con il nome impronunciabile.

Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch e' una cittadina nell'isola di Anglesey, nel Galles.
Il nome e' il piu' lungo dell'Inghilterra e uno dei piu' lunghi nel mondo e in gaelico significa:
"Chiesa di santa Maria nella cavita' del bianco nocciolo vicino al rapido vortice e chiesa di San Tisilio della rossa cava" ( non so se ho ben tradotto)
La cittadina era originalmente conosciuta come Llanfair Pwllgwyngyll e le fu dato il nome piu' lungo nel diciannovesimo secolo per sviluppare il turismo.

Thursday, January 22, 2009

Ricetta della settimana

Creole Jambalaya

Ingredienti per 4 persone :

250 gr. di riso
200 gr. di gamberi
300 gr. prosciutto cotto tagliato a dadini ( o 2 salsicce affumicate)
1 cipolla
una costa di sedano
1 peperone verde
prezzemolo
aglio
pomodori
brodo di dado
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino di chili
mezzo cucchiaino di pepe

Fare un trito grossolano con la cipolla , il sedano, il peperone verde, il prezzemolo e l'aglio e soffriggere finche' la cipolla e' dorata. Aggiungere il prosciutto, il brodo, riso, zucchero, timo, chili e pepe. Coprire e lasciar cuocere finche' il riso e' tenero. Aggiungere i gamberetti e fare cuocere ancora 5 minuti.

L'ho provata ed e' buonissima. La ricetta puo' essere aggiustata secondo i propri gusti, si puo' aggiungere una salsa piccante o mettere pollo invece che maiale, si puo' fare senza pomodori e mettere il cajun etc...

La Jambalaya Creola ha origine nel quartiere francese di New Orleans. Era un tentativo di fare la paella nel Nuovo Mondo dove lo zafferano non era reperibile per l'alto costo dell'importazione. I pomodori divennero cosi' i sostituti dello zafferano

Monday, January 19, 2009

ANNA

Tra due giorni la mia dolce nipotina festeggera' il suo quinto compleanno!

Auguri in anticipo, voglio essere la prima a farglieli :-) .



Friday, January 16, 2009

Rompi le stelle

( foto Nicola Lazzarini)




Rompi le stelle


Rompi le stelle,

fanne dei pezzi

e dàlli agli amici più cari.

Sapranno che un sole lontano li attende.

Senza frantumi di luce

come farebbero a dire

‘andiamo, è la vita

che chiama alla corsa,

è il sole che corre con noi’.


(Franca Bacchiega)

Wednesday, January 14, 2009

Boicottate Israele!



Mai piu', non deve accadere mai piu'. Questo si e' letto  e ascoltato piu' di una volta, nelle diverse ricorrenze ,  riferito all'olocausto. Oggi mi chiedo se questo " mai piu' " vale solo per gli ebrei e non per i palestinesi.
Mi sento impotente di fronte alla carneficina che Israele sta compiendo in Gaza, l'unica cosa che posso fare, e che spero che altri facciano, e' di boicottare Israele. Prima di comprare un prodotto guardate il codice, se c'e' il 729 vuol dire che proviene da Israele. 

NON COMPRATELO!

Tuesday, January 13, 2009

Una canzone per Gaza

We will not go down, una canzone per Gaza






A blinding flash of white light
Lit up the sky over Gaza tonight
People running for cover
Not knowing whether they're dead or alive

They came with their tanks and their planes
With ravaging fiery flames
And nothing remains
Just a voice rising up in the smoky haze

We will not go down
In the night, without a fight
You can burn up our mosques and our homes and our schools
But our spirit will never die
We will not go down
In Gaza tonight

Women and children alike
Murdered and massacred night after night
While the so-called leaders of countries afar
Debated on who's wrong or right

But their powerless words were in vain
And the bombs fell down like acid rain
But through the tears and the blood and the pain
You can still hear that voice through the smoky haze

We will not go down
In the night, without a fight
You can burn up our mosques and our homes and our schools
But our spirit will never die
We will not go down
In Gaza tonight

We will not go down
In the night, without a fight
You can burn up our mosques and our homes and our schools
But our spirit will never die

We will not go down
In the night, without a fight

We will not go down
In Gaza tonight

Il mondo sarebbe bello se solo....

Amici e amiche da Camaiore mi hanno chiesto foto del posto dove vivo e dei dintorni.
Salinas non e' niente di speciale, poi non c'ho simpatia per la violenza che c'e'; siamo al 13 di gennaio e ci sono gia' state sette sparatorie con quattro morti. I dintorni invece sono molto belli, ho messo alcune foto insieme e ne ho fatto un nuovo video. Le foto sono state scattate a Pacific Grove e Carmel che distano circa mezz'ora da qui.

Saturday, January 10, 2009

Friday, January 9, 2009

Foto dall'Ecuador

sguardo assassino :)

bimbo

la felicita' e' come una piuma
sorriso del giorno


Foto scattate da Ilaria in Ecuador, i titoli sono suoi.

Wednesday, January 7, 2009

Poesie di guerra per la pace



Wilfred Owen ( 18 marzo 1893- 4 novembre 1918) era un poeta inglese conosciuto soprattutto per le sue poesie sulla guerra, sugli orrori delle trincee. Un pacifista che denuncia gli orrori della guerra dal campo di battaglia dove mori' a pochi giorni dall'armistizio.


Antifona per la gioventù condannata

Quali campane a lutto per questi che muoiono come bestiame?
Solo la rabbia mostruosa dei cannoni.
Solo il rapido crepitare di fucili balbettanti
Può sgranare le loro affrettate orazioni.
Non più scherzi per loro, né preghiere né campane,
Nessuna voce di cordoglio eccetto i cori -
I cori striduli e dementi dei proiettili lamentosi;
E trombe che li chiamano da tristi territori.
Che candele tenere per spingerli tutti?
Non nelle mani dei ragazzi, ma nei loro occhi
Splenderanno i sacri barlumi degli addii.
Il pallore di fronti di ragazze sarà il loro sudario;
La tenerezza di menti pazienti i loro fiori,
E ogni lento crepuscolo un chiudersi di tende.

Wilfred Owen - September 1917

Insensibilita'

Felici quelli che prima ancora d’esser uccisi
Sanno far scorrere la freddezza nelle loro vene.
Che nessuna compassione schernisce e fa i loro piedi
Dolenti sui viali lastricati dai compagni.
La linea del fronte avvizzisce. Ma sono truppe che svaniscono, non
fiori,
Per le sciocchezze lacrimose dei poeti:
Uomini, vuoti da riempire:
Perdite, che avrebbero potuto combattere
Ancora; ma nessuno se ne cura.

E certi cessano persino di sentire
Sé stessi o per sé stessi.
L'ottusità risolve meglio
I fastidi e i dubbi dei bombardamenti,
E la strana aritmetica del Caso
E’ più semplice del contare gli scellini.
Non si tiene conto della decimazione negli eserciti.

Felici quelli che perdono l'immaginazione:
Hanno abbastanza da portare con le munizioni.
Il loro spirito non trascina zaini.
Le vecchie ferite, al freddo, non fanno più male.
Avendo visto tutto il rosso delle cose,
I loro occhi sono salvi per sempre
Dal dolore del colore del sangue.
E finita la prima costrizione del terrore,
I loro cuori restano rimpiccioliti.
I loro sensi con qualche cocente cauterio di battaglia
Ormai cicatrizzati,
Possono ridere tra i morti, indifferenti.

Felice la casa del soldato, senza nozione alcuna
Di come da qualche parte, ogni alba, degli uomini attacchino
E molti sospiri esalino.
Felice il ragazzo che la sua mente non è stata mai educata:
I suoi giorni meritano che li si dimentichi.
Lui canta forte la marcia
Che noi marciamo taciturni, a causa del crepuscolo,
Il nostro lungo, disperato, implacabile andare
Da giorni più grandi a notti più enormi.

Saggi noi, che con un pensiero imbrattiamo
Il sangue sopra tutte le nostre anime,
Come dovremmo vedere il nostro compito
Se non attraverso i suoi occhi bruschi e senza ciglia?
Vivo, non è molto vitale;
Morente, non molto mortale;
Né triste, né fiero,
Per niente curioso.
Non sa distinguere la sua placidità
Da quella di un vecchio.

Ma maledetti siano gli stupidi che nessun cannone scalfisce,
Potrebbero essere delle pietre.
Miserabili sono, e malvagi
Con una pochezza che non fu mai semplicità.
Hanno scelto di farsi immuni
Alla pietà e a tutto ciò che nell’uomo geme
Davanti all’ultimo mare e alle sventurate stelle;
A tutto ciò che piange quando molti lasciano queste spiagge;
A tutto ciò che condivide
L’eterna reciprocità del pianto.


Wilfred Owen - March 1918


Monday, January 5, 2009

Liberta'

Ilaria ha scattato questa foto il 31 dicembre 2008 in una spiaggia dell'Ecuador e le ha dato questo titolo:

  " siamo liberi di andare dove vogliamo e  di essere quelli che siamo"

Vorrei che tutti i bimbi del mondo potessero fare lo stesso. Oggi un pensiero particolare va ai bambini di Gaza.



Sunday, January 4, 2009

Cartoons

Ho trovato queste vignette in un blog e l'autore chiede espressamente di farle circolare il piu' possibile . Queste sono le sue parole:  
"Once again I beg you reader, my brothers and sisters-in-arts, to spread these cartoons. Reproduce them in posters, newspapers, magazines, zines, blogs, everywhere. Let's make the voice of the Gaza people to be heard all around the world. Thank you, in the name of the Palestinians of Gaza."

L'autore si chiama Latuff e l'indirizzo del blog e' il seguente:   http://tales-of-iraq-war.blogspot.com/2008/12/urgent-bombs-over-gaza.html








Saturday, January 3, 2009

Come le cose cambiano



(via delle Muretta, sede dei nostri giochi, al di la' del muro c'era l'orto di Nello)


Quand'ero bimbetta e giocavamo a pallone nella strada spesso questo andava a finire nell'orto di Nello, una striscia di terra coltivata al di la' delle mura cittadine.
Ricordo ancora  la paura di essere visti  e presi dal proprietario quando ci calavamo giu' dal muro per riprenderci la palla e continuare i nostri giochi. Nello ci faceva paura, se la trovava prima di noi  la bucava e poi la  ritirava nella strada sgonfia. Da qui  i nostri dispetti contro la sua proprieta'; pero' era una cosa tra noi e i genitori non sono mai intervenuti nella diatriba.

Oggi invece leggo questa notizia: 
Una donna di 89 anni residente a Cincinnati in Ohio arrestata per avere confiscato la palla da football a dei ragazzi, a sua volta querela i genitori dei ragazzi perche' il pallone, cadendo sempre nel suo giardino, le ha provocato un problema emozionale.
Edna Jester fu arrestata lo scorso ottobre per essersi rifiutata di rendere la palla confiscata e accusata di furto; il pubblico ministero poi lascio' cadere il caso.
La donna nella querela chiede denaro per i danni morali subiti.

Mi chiedo se oggi qualche ragazzetto cerca di recuperare la palla nel giardino altrui non venga accusato di violazione di proprieta' e quindi perseguibile penalmente. Oggi , almeno qui, c'e' da aspettarsi anche quello.



Friday, January 2, 2009

Con la Palestina nel cuore


Due poesie di Mahmud Darwish, famoso poeta palestinese scomparso lo scorso agosto.



Pensa agli altri

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri, non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri, non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri, non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti , pensa agli altri, coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri, coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso, e dì : magari fossi una candela in mezzo al buio.


Carta d'identita'

Scrivi : sono un arabo;
la mia carta porta il numero cinquantamila.
Ho otto bambini,
e il nono nascerà dopo l’estate.
Ti dispiace forse ?

Scrivi : sono un arabo;
impiegato con i compagni della miseria in una cava,
ho otto bambini
per i quali dalla roccia
ricavo il pane,
i vestiti ed il quaderno.

Non chiedo la carità alle vostre porte
né mi umilio davanti alle piastrelle dei gradini.
Ti dispiace forse ?

Scrivi : sono un arabo; un nome senza titolo
e resto paziente in una terra
dove tutto vive con impulso di furia.
Le mie radici si sono ancorate qua,
prima del nascere del tempo
prima dell’apertura delle ere
anteriormente ai cipressi, agli uliveti
ed al crescere dell’erba.

Mio padre …viene dalla stirpe dell’aratro,
non è un figlio di signori privilegiati,
mio nonno pure era un contadino
né ben cresciuto, né ben nato !
Mi insegnava l’orgoglio del sole
prima di insegnarmi la lettura dei libri.
La mia casa è la guardiola di un custode
fatta di rame e di canna.

Sei soddisfatto della mia posizione ?
Ho un nome senza titolo !

Scrivi : sono un arabo;
dai capelli color carbone
e dagli occhi bruni.
La mia descrizione:
un akal sulla kufiyya copre il mio capo;
e il palmo della mano duro come la roccia,
graffia chi lo oserebbe toccare.
Il mio indirizzo è :
un villaggio disarmato … dimenticato
dalle vie senza nomi.

Scrivi : sono un arabo;
avete rubato la vigna dei miei nonni
e la terra che coltivavo
insieme ai miei figli.
Senza lasciare a noi nulla
né ai nostri nipoti …
se non queste rocce.

E’ forse vero che il vostro stato 
prenderà anche queste …
come si mormorava ?

Allora !
scrivilo in cima alla prima pagina :
“non odio la gente
né aggredisco alcuno,
ma se divento affamato
la carne dell’ usurpatore sarà il mio cibo.

Attenzione !
Guardatevi 
dalla mia collera
e dalla mia fame !



Identity Card

Write down!
I am an Arab
And my identity card number is fifty thousand
I have eight children
And the ninth will come after a summer
Will you be angry?

Write down!
I am an Arab
Employed with fellow workers at a quarry
I have eight children
I get them bread
Garments and books
from the rocks..
I do not supplicate charity at your doors
Nor do I belittle myself at the footsteps of your chamber
So will you be angry?

Write down!
I am an Arab
I have a name without a title
Patient in a country
Where people are enraged
My roots
Were entrenched before the birth of time
And before the opening of the eras
Before the pines, and the olive trees
And before the grass grew

My father.. descends from the family of the plow
Not from a privileged class
And my grandfather..was a farmer
Neither well-bred, nor well-born!
Teaches me the pride of the sun
Before teaching me how to read
And my house is like a watchman's hut
Made of branches and cane
Are you satisfied with my status?
I have a name without a title!

Write down!
I am an Arab
You have stolen the orchards of my ancestors
And the land which I cultivated
Along with my children
And you left nothing for us
Except for these rocks..
So will the State take them
As it has been said?!

Therefore!
Write down on the top of the first page:
I do not hate people
Nor do I encroach
But if I become hungry
The usurper's flesh will be my food
Beware..
Beware..
Of my hunger
And my anger!




Thursday, January 1, 2009