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Tuesday, June 10, 2008

1983: ultima lettera


Questa e' una delle foto che ho trovato venti anni fa insieme alle lettere lasciate sul pavimento della vecchia casa sulle colline tra Camaiore e Lucca.
L'autrice delle lettere, che in realta' si chiamava Rosa, e' la prima da sinistra.








luglio 1983

Cara Clorinda noi tutti si sta bene, te come stai? Nella fotografia che ti fece la Nila stai meglio di me, sei bella grassa. Invece io no, sono una vecchina piccola, ma non ci faccio caso. Mi basta di sentirmi bene, tante mie conoscenti stanno peggio di me.
Il tempo lo passo bene, faccio buone passeggiate e non mi faccio mancare nulla. I miei mi tengono contenta, mi chiamano spesso. Qui il tempo e' bello e io penso che i meglio anni son passati. Ora c'e' da combattere la vecchiaia e curarsi meglio che si puo'. Anche te non ti strapazzare, fai proprio le piu' necessarie. Non stare a pensare alla tua testa se non ti ricordi delle cose. Il dottore mi disse che avevi l'artrite nei nervi della testa, ti faceva soffrire ma non era pericoloso......

Saturday, June 7, 2008

Epistolario 1979

























Ottobre 1979

Clorinda....oggi il Papa arriva in Chicago per una visita dove si tratterra' fino a domani. E' gia' stato in altre citta' degli Stati Uniti. Io alla televisione vedo tutto. E' il primo Papa che viene in America. E' di nazionalita' polacca e parla tante lingue.



1979

Caro Alfonso, la vecchiaia e' brutta si perdono le forze, non siamo piu' buoni a nulla, giusto a fare delle passeggiate quando il tempo e' bello. Ti dico la verita', se penso ai viaggi che facevo a camaiore con la canestra piena di ricotta! Per dieci anni ci sono andata, dai 18 ai 28 che ho preso marito.
Che vita che facevo! Ma non sentivo la fatica perche' ero giovane e ci andavo volentieri. certe volte te mi venivi ad accompagnare la mattina presto.

1979

Come stai Alfonso? Stai sempre a letto? Non provi a mettere i piedi in terra per vedere se puoi fare qualche passo?Curati, non fare il coglione, a tutto c'e' rimedio basta averci premura. Ora incomincia a venire la stagione fredda, come la rimediate con la legna? Quando stavi bene non ci pensavo. Pero' con la moneta si fa tutto, compratele, ora c'e' la strada e ve le portano a casa. La casa ci vuole calda, io qui tutte le stanze le ho riscaldate. Mi ricordo in questo mese si mangiavano i ballocciori e le mondine.


1979

Alfonso, cerca di fare qualche passo per vedere se i piedi li puoi muovere. se stai sempre sdraiato il sangue non ha la circolazione. I dottori dicono di camminare. Io non so cosa dirti perche' non ascolti nessuno e non esci dal letto.........................
Penso che i castagni saranno tutti secchi ora che te non puoi girare a guardare tutto

Sunday, June 1, 2008

Epistolario 1978


Lewis Wickes Hine: Italian Immigrants, Ellis Island, New York City, ca. 1906


Gennaio 1978

Cara Clorinda, ho avuto notizia della morte della Dora, mi e' dispiaciuto tanto. Per la Gemma era come una sorella; cosa ci vuoi fare, una volta tocca a tutti. Nessuno prende il nostro posto al camposanto, papa' mi diceva: il camposanto gira e gira ma qui ti aspetta. Io col mondo non mi ci sono mai innamorata perche' lo so che siamo di passaggio. Iddio la riposi in pace. Era brava, ora ti mandero' i soldi per farle dire una S. Messa. Te non ti perdere di coraggio, guarda di somigliare alla povera mamma che si ritrovo' a tutte le battaglie e col suo bel carattere porto' la vittoria.

Marzo 1978
Cara Clorinda, tutte le guazze ci bagnano e allora giudizio e avanti. La vita c'e' da combatterla........
le fate le torte come si usava una volta? Facendo quelle la Pasqua e' piu' bella, io penso di farle alla usanza di C. La Giulia si da' da fare assai, lavora pero' se la vedessi come sta bene e che casa lustrente che tiene! Piu' che dei signori in Italia. Io in queste tre stanze della roba nuova non ne compro perche' questa non e' casa mia; io penso che l'ho a C. e allora quando saro' li' comprero' la televisione per vedere tante cose.

Maggio 1978

Clorinda,.............tutte le mattine mi alzo presto e vado alla Santa Messa. Il tempo ce l'ho, quando lavoravo non potevo, allora si andava la domenica. Ti faccio sapere che domenica prossima siamo invitati a desinare a casa di Betti, tutti di famiglia. Siccome qui in America festeggiamo la festa della madre, tutte le mamme hanno regali dai figli. E' venuto Sandro a trovarmi, se tu lo vedessi com'e' gia' grande! Ora ha le vacanze e va a pescare con Bob dove ando' l'anno scorso. Cara Clorinda, la gioventu' !
Non e' come noi, a nostro tempo abbiamo girato poco, si stava sul colletto.

Maggio 1978

Caro Alfonso, siamo gia' alla fine di maggio. Questo e' il mese piu' bello dell'anno perche' e' il mese della Madonna. Mi ricordo quand'ero giovane la zia Tilde , assieme ai nostri genitori, tutte le sere diceva il rosario. Com'era bello quel tempo, anche se in famiglia c'era la miseria. Io penso spesso al colletto che e' sempre stato bello per me, quando mi decido faccio presto a volare e venire a farti compagnia.
Sento che in fondo al campo le viti sono secche, non te la prendere si campa lo stesso. Il vino si compra quando lo vogliamo. te Ottavio non ti strapazzare col lavoro, lo sai che hai finito 78 anni il 4 di aprile, nella tua vita hai lavorato anche troppo, ora e' tempo di riposare.

Sunday, March 9, 2008

Epistolario 1977



29 settembre 1977

Cara Clorinda, questa lettera per darti le mie buone notizie e quelle di tutta la famiglia. Tutti si sta bene e spero lo stesso di te e Alfonso. I mesi passano alla svelta, siamo prossimi al mese delle castagne e mi ricordo i tempi vecchi. Come si camminava la mattina col sacchetto che andava da una parte e dall'altra! Ora tutti i castagni saranno seccati, cosi' dicono tutti, non so se e' vero. Oggi sono venuti a trovarmi Bob e Mariano, mi hanno portato una bella stufa a gas. Come ci pensano a tenermi bella calda quando viene il freddo. Per il momento in Chicago e' una bella temperatura ma fa presto a cambiare. L'inverno non mi garba perche' c'e' troppo da stare in casa. Voi la legna l'avete preparata? Spero di si, non soffrire il freddo e poi alla nostra eta' si sente di piu'. Riguardati dai freschi.

Maria


6 ottobre 1977

Caro Alfonso, rispondo subito al tuo foglio scritto dalla cugina Giuliana. Bisogna dire che abbiamo una cugina che ha sempre camminato per casa nostra e aiuta Clorinda nello scritto, sai quel pensiero io lo tengo a mente. Non solo quello ma anche quello di aver vestito la povera mamma quando fu morta. Io, caro Alfonso, non mi scordo delle persone che fanno del bene a casa nostra.
Sento che la tua salute e' buona, anche la mia. Ti faccio sapere che la domenica passata 2 ottobre andai a pranzo assieme alla Rosa e Silvano. Fecero l'anniversario di 40 anni di matrimonio. Se tu avessi veduto che allegria! Era la sala preparata come se fosse stato uno sposalizio, c'era tanta gente, tutto il parentado e i loro conoscenti. Passai una bella giornata e la sera Bob mi riporto' a casa. Io qui sono la solita, cerco di stare contenta e cosi' fai anche te. Non ti strapazzare, si campa lo stesso, basta vere il necessario. Io con la pensione potrei fare la signora ma non la faccio perche' tiro avanti come sono cresciuta. Tanto il mondo c'e' da lasciarlo a chi l'ha fatto. Ti faccio le solite raccomandazioni, di aiutare la Clorinda in tutti i suoi bisogni, state contenti.

Maria





Saturday, March 8, 2008

Epistolario 77


Dell'anno 1977 ci sono molte lettere scritte da Maria ai familiari in Italia e allora continuo a trascrivere le parti che ritengo piu' interessanti.

30 giugno 1977

Cara Clorinda, Bob e' tornato da pescare, ora presto va in vacanza anche la Giulia cosi' si riposa. Io ce l'ho sempre il riposo. Questa vita ci voleva quando ero giovane, invece tutte le mattine con la canestra sulla testa piena di ricotta e camminare a Camaiore, nell'inverno. Nell'estate vendevo la frutta, dopo i funghi. Una mattina camminavo per la strada quando fui a San Martino ci avevo la vettura. La Mariella nostra cugina mi veniva a accompagnare, mi diceva: Maria come fai a fare questa vita? Ma io ci andavo volentieri alle piazze e guadagnavo di bella moneta.

20 luglio 1977

Cara Gemma, la povera Clorinda e' tanto contenta quando ci vai, cosi' sa con chi parlare e fidarsi di quello che dice. Anche lei sempre sola c'e' da compatirla. Sai com'e' il mondo, di tutti non ti puoi fidare a raccontare le tue pene. La maggior parte ti lisciano davanti e dietro ti sgraffiano, allora e' meglio tenersele tutte in gola.....Cosa si deve fare Gemma, del peggio partito si prende il meglio, ora siamo tutte belle mature anche noi sorelle e tutto quello che si campa e' trovato. I meglio anni sono ormai passati eppoi quando hai perso la tua compagnia....Noi sorelle siamo nelle stesse condizioni, io e' gia' 10 anni che Alberto e' morto. Lo vedi come passano gli anni?

8 agosto 1977
Cara Clorinda, tutti si sta bene, grandi e piccoli come voglio sperare sia di te, Alfonso e famiglia. Vedi come passano i mesi, anche l'estate tra poco e' finita e io penso a te. Come te le passi queste giornate di agosto? Credo che sara' venuta la Gemma a passare qualche settimana con te e Alfonso.

19 settembre 1977

Alfonso, sento nella lettera che stai bene e lavori come un giovinotto. Non ti puoi credere che allegria mi fanno queste parole. Mi sembra di vederti giu' per il campo e sentirti cantare come facevi quando eri giovane. La voce l'hai sempre bella. Io sono la solita, cerco di stare contenta piu' che posso, prendo il mondo come viene. La vita che faccio e' buona e mi riposo. Nella lettera la Clorinda mi dice che avete le finestre rotte e non trovate chi l'accomoda, allora come fate? Una volta c'era il marito dell'Assunta, Gigi, ma ora lui non lavora piu'. Dillo anche a Dario se trova qualcuno. Questa settimana viene Mariano, lui ora va alla scuola alta, fa bene a farsi istruito. Ai nostri tempi c'era d'andare alle pecore e a zappare, non c'era la possibilita' di mantenersi alle scuole. Caro Alfonso, l'istruzione e' una bella cosa, puoi ottenere lavori buoni.

continua........

Sunday, March 2, 2008

Epistolario 77

Maria continua l'epistolario coi fratelli.

aprile 1977

Caro Alfonso,

....vorrei godermi il caro colletto, ci sono sempre stata affezionata, dove uno e' nato e' sempre bello. Sono invecchiata in America pero' il mio pensiero l'ho sempre avuto alla casa paterna e a te specialmente che hai fatto per la famiglia il piu' di tutti. Io non ti abbandono, seguita sempre a tenere il posto ben guardato e cura la tua salute. La mamma non c'e' piu' a darci i consigli, e' campata assai; almeno tu Alfonso l'hai sempre avuta vicino, io ho dovuto accontentarmi delle lettere ma se non venivo in America era peggio per tutti. Sono tanto contenta di aver fatto il mio possibile per la famiglia, a me non importa il lusso, mi basta il necessario, sono nata a C., sono cresciuta nel colletto e faccio tutto alla moda della povera mamma. Pero' quando torno metto in casa le comodita' necessarie, si compra una bella televisione da passare il tempo.


Caro fratello Alfonso, assieme alla sorella Clorinda anche a te il mio pensiero. Come sono contenta di sapervi in salute! Per me non c'e' altra consolazione. Quando nella famiglia c'e' la salute c'e' tutto, anche a mangiare polenta e farinata tutti i giorni. Mi ricordo sempre quello che cucinava la povera mamma, la mattina cominciava coi necci e io ne mangiavo tanti con la bella ricotta fresca.....
Sento che G. e' andato soldato, quella e' legge per tutti. Al tempo tuo ti ci disse bene. Mi ricordo andasti alla visita, ritornasti a casa con un cavolo fiore che avevi comprato a Lucca. Credo che andasti a Firenze, papa' fece tanto per farti scartare, lui me lo diceva. Ormai tutto e' passato. La povera mamma era sempre a pregare per te, che non ti prendessero.
Alfonso, non posso scordare il tempo che abbiamo passato assieme in famiglia. Com'era bella la vita a quel tempo, anche pieni di miseria che di quella ce n'era tanta. Mi ricordo per Befana papa' andava a Lucca e portava un buccellato, faceva le parti per tutti. Che allegria che c'era in casa!

continua.......

Sunday, February 24, 2008

Epistolario 1976 ( seconda parte)




novembre 1976

......sono stata invitata a un pranzo da un'amica di qui, c'erano quattro donne tutte sopra i 70 e a me dicevano, come li porti bene 78. Ora voglio invitare io, sai Clorinda se voglio so fare, anch'io sono stata serva in casa dei signori.
Mi ricordo dei tempi della mia gioventu', quando eravamo tutti assieme coi nostri genitori. Che bellezza, come eravamo tutti contenti anche con la miseria. Ormai tutto e' passato, ora tocca a noi combattere la nostra vita. Io mi faccio delle belle passeggiate finche' il tempo lo permette. Allora Clorinda, non ti perdere di coraggio, fatti forte in tutto quello che ti viene davanti. Non fare la cogliona, guarda di somigliare la mamma, mi fa tanto coraggio anche a me.

4 dicembre 1976

........ora si avvicina il Santo Natale. Come mi vengono in mente i tempi della nostra gioventu'! Com'erano belli quei Natali! Ti ricordi Alfonso, la zia Tilde la sera come cantava tutte le cose di chiesa: la Pastorella, Tu scendi dalle stelle. Come si stava tutti a sentirla! Era tanto buona con noi. Poi tutti riuniti al fuoco papa' e mamma a dirci tante cose riguardo il Natale. Qui vado in chiesa, fanno di belle funzioni e tutte in inglese. Io vado alla mia moda. Ora ti faccio ridere, cantano per il Natale Adeste Fidele. A un prete dissi anche al mio paese si cantava questa pastorella. Lui mi disse, la sapete tutta? Io gli dissi di si e gliela dissi tutta. In inglese non so rispondere ma nella mia lingua so tutto. Infatti e' vero. Queste donne italiane, toscane non sanno quello che so io. Qui mi chiamano al telefono per sapere quello che non sanno.

Sunday, February 10, 2008

Epistolario 1974



7 novembre 1974

Cara sorella Clorinda, mi fa piacere sentire che per il momento stai bene anche Alfonso e tutti della famiglia. Pure noi tutti godiamo ottima salute, grandi e piccoli. Sento nell'ultima lettera che pensi a passare l'inverno perche' ti pesano gli anni che hai. Hai paura del freddo. Sai come devi fare? La spesa del mangiare falla un po' prima, come faccio io. Anche la minestra comprala all'ingrosso e tanta altra roba che non va a male. Eppoi dici a Osman che ti mandi la spesa a casa. Fa come faccio io, mi preparo tutto quello che mi ci vuole avanti che venga la neve e il freddo. In questi giorni mi faccio la provvista di frutta e di carne. Di salumi vado al mercato, c'e' una bottega italiana che tiene di tutto, si chiama Lucca.
Clorinda mi raccomando, riguardati piu' che puoi, siamo vecchie e tutte le guazze ci bagnano. Proprio ora e' venuta l'Enrichetta, ha portato la fotografia che vi fece quando venne a C.
Siete presi bene tutti e due, gli anni li portate bene; Alfonso pare un giovanotto. Ti puoi contentare per avere 80 anni sei grassa. Alfonso ha la camicia con una toppa alla pancia, si vede bene.
Insomma sono contenta che stiate bene.

Maria

Saturday, February 9, 2008

Epistolario: anno 1974


Ancora stralci di lettere scritte dalla sig.ra Maria, emigrata negli Stati Uniti alla fine degli anni venti, ai fratelli che vivono ancora nel piccolo paese della lucchesia.


9 gennaio 1974

Alfonso, mi ha scritto Angelo e mi ha detto che hai fatto un bel lavoro sotto casa, la ringhiera di legno fino alla strada, cosi' quando uno scende il viottolo si puo' reggere e non cadere. Bravo Alfonso, fallo vedere chi sei. Ti stimavano un buono a nulla ma ora lo vedono coi lavori che fai.
Riguardati dal freddo, stai attento a quella stufa che hai appena si entra in casa, quando andate a letto mettetela bassa per essere piu' sicuri. Attento alla Clorinda che a lei prende il sonno, lo sai resta a bocca aperta sopra il fuoco. Io qui in casa, prima di andare a letto, guardo da tutte le parti e specialmente il gas delle stufe, del fuoco ho paura. Vedesti la nostra povera cugina che mori' bruciata!


senza data

Caro Alfonso, assieme alla sorella Clorinda anche a te il mio piu' vivo pensiero. Sento che stai bene e lavori come un giovanotto. Sono contenta che il governo ti abbia dato la medaglia perche' sei bravo a lavorare la terra. Chissa' come sono rimasti quelli di C. a vedere che te a lavorare sei meglio degli altri! L'uva l'hai colta? Ce n'era quest'anno? Ora devi cogliere le castagne, la Gianna verra' per qualche giorno cosi' mangia i ballocciori e dargliene anche per portarli a casa, di non fare il tirchio.
Sento che tutto costa caro in Italia. Le pensioni le hanno cresciute? Io spero. Qui si prendono grosse perche' tutto va col vivere, anche le pigioni sono alzate. E' venuta una famiglia nuova ad abitare qui e paga 140 dollari al mese. Io pago poco, se dovessi pagare di piu' patirei subito per C. e verrei a farvi compagnia. Siamo vecchi e a me non pare, sono sempre in gamba da farmi portare rispetto. Tutti i giorni guardo una bimbetta di 9 anni e con lei vado in giro da tutte le parti. La sua mamma lavora di notte. L'America e' bella ma chi e' giovane deve lavorare.



20 gennaio 1974

Alfonso, sento che stai bene di salute e sei dietro a cogliere le olive. Non ti strapazzare tanto. Noi qui stiamo bene, pero' il tempo ha matteggiato da meta' dicembre a oggi. E' stato freddo e neve. Ora e' cambiato, oggi piove e viene bello. Pulisce le strade dalla neve. Ho sentito dire che in Italia le macchine il sabato e la domenica non camminano, anche qui il gasolio e' ritirato, non ne possiamo avere quanto ne vogliamo.


continua........................