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Tuesday, June 10, 2008

1983: ultima lettera


Questa e' una delle foto che ho trovato venti anni fa insieme alle lettere lasciate sul pavimento della vecchia casa sulle colline tra Camaiore e Lucca.
L'autrice delle lettere, che in realta' si chiamava Rosa, e' la prima da sinistra.








luglio 1983

Cara Clorinda noi tutti si sta bene, te come stai? Nella fotografia che ti fece la Nila stai meglio di me, sei bella grassa. Invece io no, sono una vecchina piccola, ma non ci faccio caso. Mi basta di sentirmi bene, tante mie conoscenti stanno peggio di me.
Il tempo lo passo bene, faccio buone passeggiate e non mi faccio mancare nulla. I miei mi tengono contenta, mi chiamano spesso. Qui il tempo e' bello e io penso che i meglio anni son passati. Ora c'e' da combattere la vecchiaia e curarsi meglio che si puo'. Anche te non ti strapazzare, fai proprio le piu' necessarie. Non stare a pensare alla tua testa se non ti ricordi delle cose. Il dottore mi disse che avevi l'artrite nei nervi della testa, ti faceva soffrire ma non era pericoloso......

Sunday, June 8, 2008

Epistolario 1981


settembre 1981

Clorinda, ho scritto a Don Luciano se puo' trovare il mezzo di aiutare a mettere Alfonso da qualche parte o trovare qualcuno che ti aiuti. Vedrai che verra' a trovarti e guardera' come meglio fare. Se ero piu' giovane ero gia' venuta a farti compagnia. Vorrei ritornare a sistemare tutto. Io le so le condizioni della famiglia, papa' buonanima mi aveva istruito e quando lui mori' e lascio' i debiti sopra il patrimonio e l'ipoteca io nel 1945 mandai i soldi per pagare tutti. La povera mamma mi rispose che era rimasta tanto contenta. Te a quel tempo eri a servizio.

novembre 1981

Siamo vicini a Dicembre il mese che tu finisci 87 anni. Che bella eta'. Lo vedi Clorinda come siamo tutte mature. Anche la Gemma ne ha 85, io 83.
Se ci penso non mi sembra ma purtroppo e' vero. Ma mi contento perche' la mente l'ho sempre perfetta come quando ero giovane.

Sunday, March 16, 2008

Epistolario 1977

Queste sono le ultime lettere dell'anno 1977 scritte da Maria alla sorella e fratello in Italia.

















ottobre 1977

Cara Clorinda, come stai? La testa ti tormenta oppure stai meglio da poter sopportare?.............

Alfonso, porta rispetto alla Clorinda piu' che puoi. Andate d'accordo e la sera cerca di essere a casa presto.
Cerca di mantenere la casa calda quella e' la cosa piu' importante, compra le legna e fattele portare in fondo al campo, te le porti dentro cosi' le prepari come faceva il povero fratello Giovanni. La Clorinda mi ha detto che e' morto il cane, povera bestia. Era vecchio, di' a Dario che te ne compri un altro. Un cane ci vuole per la guardia. Anche qui in questa casa dove sono, ce ne sono due. Non c'e' d'avere paura. Te la sera stai attento alla Clorinda che non caschi nel fuoco, che lo sai come fa.









novembre 1977

Cara Clorinda, il tempo buono se n'e' andato. Ora si va incontro a tutte le burrasche, freddo, neve e gelo, e noi c'e' da stare attente alla nostra bella eta'. Il sedici di questo mese e' il compleanno di Mariano, finisce 19 anni. Aspettavo una lettera della Gemma ma forse sara' andata persa.

Alfonso, se mi vedessi come sono sempre in gamba! Per la mia eta' sarei sempre buona di andare per le piazze a vendere. Cosi' passerei il tempo. Invece qui non faccio nulla. Quando il tempo e' bello vado a girare e quando e' brutto guardo la televisione. La Betti e Sandro sono belli e contenti, lavorano e si vogliono comprare la casa. Io me ne sto in queste tre stanze. Quando mi decido prendo il volo e vengo nel mio caro colletto. Io mai mi sono comprata la casa in tanti anni in America perche' ho sempre avuto l'idea di ritornare alla casa paterna e vado avanti con quella speranza.

1 dicembre 1977

Cara sorella Clorinda, siamo a dicembre. Come passano i mesi! Oggi sono andata a fare la spesa, le botteghe sono gia' piene degli ornamenti del S. Natale. Io penso ai tempi passati, com'era bello questo mese! Specialmente per le feste mi vengono tutte in mente, particolarmente te che ti sei finita a lustrare le pentole nelle case dei signori e io a vendere nelle piazze con il canestro in testa. Oggi ci troviamo tutti bene, non ci manca il necessario.

Sunday, March 9, 2008

Epistolario 1977



29 settembre 1977

Cara Clorinda, questa lettera per darti le mie buone notizie e quelle di tutta la famiglia. Tutti si sta bene e spero lo stesso di te e Alfonso. I mesi passano alla svelta, siamo prossimi al mese delle castagne e mi ricordo i tempi vecchi. Come si camminava la mattina col sacchetto che andava da una parte e dall'altra! Ora tutti i castagni saranno seccati, cosi' dicono tutti, non so se e' vero. Oggi sono venuti a trovarmi Bob e Mariano, mi hanno portato una bella stufa a gas. Come ci pensano a tenermi bella calda quando viene il freddo. Per il momento in Chicago e' una bella temperatura ma fa presto a cambiare. L'inverno non mi garba perche' c'e' troppo da stare in casa. Voi la legna l'avete preparata? Spero di si, non soffrire il freddo e poi alla nostra eta' si sente di piu'. Riguardati dai freschi.

Maria


6 ottobre 1977

Caro Alfonso, rispondo subito al tuo foglio scritto dalla cugina Giuliana. Bisogna dire che abbiamo una cugina che ha sempre camminato per casa nostra e aiuta Clorinda nello scritto, sai quel pensiero io lo tengo a mente. Non solo quello ma anche quello di aver vestito la povera mamma quando fu morta. Io, caro Alfonso, non mi scordo delle persone che fanno del bene a casa nostra.
Sento che la tua salute e' buona, anche la mia. Ti faccio sapere che la domenica passata 2 ottobre andai a pranzo assieme alla Rosa e Silvano. Fecero l'anniversario di 40 anni di matrimonio. Se tu avessi veduto che allegria! Era la sala preparata come se fosse stato uno sposalizio, c'era tanta gente, tutto il parentado e i loro conoscenti. Passai una bella giornata e la sera Bob mi riporto' a casa. Io qui sono la solita, cerco di stare contenta e cosi' fai anche te. Non ti strapazzare, si campa lo stesso, basta vere il necessario. Io con la pensione potrei fare la signora ma non la faccio perche' tiro avanti come sono cresciuta. Tanto il mondo c'e' da lasciarlo a chi l'ha fatto. Ti faccio le solite raccomandazioni, di aiutare la Clorinda in tutti i suoi bisogni, state contenti.

Maria





Saturday, February 23, 2008

Epistolario 76

Ancora stralci dell'epistolario tra la signora Maria e la sorella Clorinda.


15/9/1976

......qui in Chicago e' venuta la moda dei calzoni. Le donne li portano come gli uomini, anche quelle di 90 anni, ma io non li metterei nemmeno se mi dessero tutta Chicago. Alle ragazze mi garbano ma no alle vecchie...


19/11/ 1976

Cara Clorinda, mi fai sapere della povera sorella Gianna che ci ha lasciato. Mi e' dispiaciuto non poterla rivedere, a uno alla volta tocca a tutti. Lei il suo passo l'ha fatto, ora tocca a noi. E' stata ben guardata e assistita, dunque era venuta la sua ora. E noi che siamo rimasti bisogna farsi coraggio, rassegnarsi sempre alla volonta' di Dio. Cara Clorinda non te la prendere tanto perche' se ci vai di dietro allora e' peggio. Controllati e pensa che avanti a chi comanda non ci si passa. Io qui tiro avanti meglio che posso. I miei vengono a trovarmi spesso. Giovedi prossimo 25, qui in America si fa una festa che sarebbe quella del tacchino. Anche noi facciamo un bel pranzo.
Clorinda non fare la cogliona e tira a campare, la mamma mi disse: Maria, se io me la prendevo te non mi rivedevi. Allora forza e coraggio sempre. La povera sorella aveva 87 anni ma tutti non si sa se ci si arriva. Io sono qui sola, la notte sento quell'uccello che ho in casa, me lo dette la Betti, mi disse: nonna quest'uccello parla pero' gli devi insegnare. E' una qualita' buona, gostano moneta. Ne faccio caso, ti scaccia un po' i pensieri.

continua............

Friday, February 15, 2008

Epistolario 1974

19 novembre

Cara Clorinda, mi fa piacere sentire che per il momento siete in salute. Io pure e tutti di famiglia. Sabato scorso si fece qui in casa mia il compleanno di Mariano, ha finito 16 anni. Lo vedi Clorinda mi vedo giovinotti i nepoti, e come sono grandi di statura! E la Giulia come lavora in fabbrica e in casa! Le fabbriche mettono a casa la gente, il lavoro va piano e la roba da mangiare e' alle stelle. Le pigioni crescono e sento dire che anche in Italia e' lo stesso. Come ora le paghe dei lavoranti cosi' alte non sono mai state, ma si stara' a vedere come va a finire. Sulla mia paga non ci nevica e non ci piove. La pensione e' bella. Una volta ai tempi vecchi non c'era invece ora anche in Italia sono messi tutti bene.

26 novembre

Cara Clorinda, giovedi' prossimo 28 qui in America festeggiano la giornata del tacchino, allora vado a casa di Bob a desinare. Passero' una bella giornata. La Giulia fa un pranzo col tacchino in mezzo alla tavola. Questo in America e' un giorno tanto ricordato e ha il suo significato. La sera del 23, cioe' sabato scorso, sono andata a vedere il matrimonio della figlia di Elio; ha sposato un giovanotto polacco. E' un bel giovanotto.
Incomincia il freddo, riguardati fin che puoi, come faccio io; le passeggiate le rimando a questa primavera, ora me ne sto in casa bella calda, specie quando le strade sono ghiacciate . Io qui la stufa la metto piu' alta, lo sai come sono freddolosa, eppoi siamo vecchie, il sangue non ha piu' forza.






Sunday, February 10, 2008

Epistolario 1974



7 novembre 1974

Cara sorella Clorinda, mi fa piacere sentire che per il momento stai bene anche Alfonso e tutti della famiglia. Pure noi tutti godiamo ottima salute, grandi e piccoli. Sento nell'ultima lettera che pensi a passare l'inverno perche' ti pesano gli anni che hai. Hai paura del freddo. Sai come devi fare? La spesa del mangiare falla un po' prima, come faccio io. Anche la minestra comprala all'ingrosso e tanta altra roba che non va a male. Eppoi dici a Osman che ti mandi la spesa a casa. Fa come faccio io, mi preparo tutto quello che mi ci vuole avanti che venga la neve e il freddo. In questi giorni mi faccio la provvista di frutta e di carne. Di salumi vado al mercato, c'e' una bottega italiana che tiene di tutto, si chiama Lucca.
Clorinda mi raccomando, riguardati piu' che puoi, siamo vecchie e tutte le guazze ci bagnano. Proprio ora e' venuta l'Enrichetta, ha portato la fotografia che vi fece quando venne a C.
Siete presi bene tutti e due, gli anni li portate bene; Alfonso pare un giovanotto. Ti puoi contentare per avere 80 anni sei grassa. Alfonso ha la camicia con una toppa alla pancia, si vede bene.
Insomma sono contenta che stiate bene.

Maria

Saturday, February 9, 2008

Epistolario: anno 1974


Ancora stralci di lettere scritte dalla sig.ra Maria, emigrata negli Stati Uniti alla fine degli anni venti, ai fratelli che vivono ancora nel piccolo paese della lucchesia.


9 gennaio 1974

Alfonso, mi ha scritto Angelo e mi ha detto che hai fatto un bel lavoro sotto casa, la ringhiera di legno fino alla strada, cosi' quando uno scende il viottolo si puo' reggere e non cadere. Bravo Alfonso, fallo vedere chi sei. Ti stimavano un buono a nulla ma ora lo vedono coi lavori che fai.
Riguardati dal freddo, stai attento a quella stufa che hai appena si entra in casa, quando andate a letto mettetela bassa per essere piu' sicuri. Attento alla Clorinda che a lei prende il sonno, lo sai resta a bocca aperta sopra il fuoco. Io qui in casa, prima di andare a letto, guardo da tutte le parti e specialmente il gas delle stufe, del fuoco ho paura. Vedesti la nostra povera cugina che mori' bruciata!


senza data

Caro Alfonso, assieme alla sorella Clorinda anche a te il mio piu' vivo pensiero. Sento che stai bene e lavori come un giovanotto. Sono contenta che il governo ti abbia dato la medaglia perche' sei bravo a lavorare la terra. Chissa' come sono rimasti quelli di C. a vedere che te a lavorare sei meglio degli altri! L'uva l'hai colta? Ce n'era quest'anno? Ora devi cogliere le castagne, la Gianna verra' per qualche giorno cosi' mangia i ballocciori e dargliene anche per portarli a casa, di non fare il tirchio.
Sento che tutto costa caro in Italia. Le pensioni le hanno cresciute? Io spero. Qui si prendono grosse perche' tutto va col vivere, anche le pigioni sono alzate. E' venuta una famiglia nuova ad abitare qui e paga 140 dollari al mese. Io pago poco, se dovessi pagare di piu' patirei subito per C. e verrei a farvi compagnia. Siamo vecchi e a me non pare, sono sempre in gamba da farmi portare rispetto. Tutti i giorni guardo una bimbetta di 9 anni e con lei vado in giro da tutte le parti. La sua mamma lavora di notte. L'America e' bella ma chi e' giovane deve lavorare.



20 gennaio 1974

Alfonso, sento che stai bene di salute e sei dietro a cogliere le olive. Non ti strapazzare tanto. Noi qui stiamo bene, pero' il tempo ha matteggiato da meta' dicembre a oggi. E' stato freddo e neve. Ora e' cambiato, oggi piove e viene bello. Pulisce le strade dalla neve. Ho sentito dire che in Italia le macchine il sabato e la domenica non camminano, anche qui il gasolio e' ritirato, non ne possiamo avere quanto ne vogliamo.


continua........................