1982
Cara Clorinda, nell'ultima lettera mi dicevi che l'inverno sola e' brutta peste perche' la casa e' fredda. Di' a Dario che pensi a farti portare la legna, io lo pago il tempo che perde per te. Riguardo a darti consigli per andare in un istituto, io Clorinda direi stai in casa se puoi. Guarda se trovi una donna per passare la notte. Se ero piu' giovane venivo, ma l'inverno e' brutto anche per me. Allora del peggio partito si prende il meglio. Te dirai che sei piu' vecchia di me, lo so ma se si somigliasse la mamma ce ne sarebbero sempre tanti degli anni da campare. Ma vedi sono vent'anni che sono sola, la mia famiglia e' lontana 15 miglia pero' se avessi bisogno vengono subito.
19 novembre
Cara Clorinda, mi fa piacere sentire che per il momento siete in salute. Io pure e tutti di famiglia. Sabato scorso si fece qui in casa mia il compleanno di Mariano, ha finito 16 anni. Lo vedi Clorinda mi vedo giovinotti i nepoti, e come sono grandi di statura! E la Giulia come lavora in fabbrica e in casa! Le fabbriche mettono a casa la gente, il lavoro va piano e la roba da mangiare e' alle stelle. Le pigioni crescono e sento dire che anche in Italia e' lo stesso. Come ora le paghe dei lavoranti cosi' alte non sono mai state, ma si stara' a vedere come va a finire. Sulla mia paga non ci nevica e non ci piove. La pensione e' bella. Una volta ai tempi vecchi non c'era invece ora anche in Italia sono messi tutti bene.
26 novembre
Cara Clorinda, giovedi' prossimo 28 qui in America festeggiano la giornata del tacchino, allora vado a casa di Bob a desinare. Passero' una bella giornata. La Giulia fa un pranzo col tacchino in mezzo alla tavola. Questo in America e' un giorno tanto ricordato e ha il suo significato. La sera del 23, cioe' sabato scorso, sono andata a vedere il matrimonio della figlia di Elio; ha sposato un giovanotto polacco. E' un bel giovanotto.
Incomincia il freddo, riguardati fin che puoi, come faccio io; le passeggiate le rimando a questa primavera, ora me ne sto in casa bella calda, specie quando le strade sono ghiacciate . Io qui la stufa la metto piu' alta, lo sai come sono freddolosa, eppoi siamo vecchie, il sangue non ha piu' forza.

7 novembre 1974
Cara sorella Clorinda, mi fa piacere sentire che per il momento stai bene anche Alfonso e tutti della famiglia. Pure noi tutti godiamo ottima salute, grandi e piccoli. Sento nell'ultima lettera che pensi a passare l'inverno perche' ti pesano gli anni che hai. Hai paura del freddo. Sai come devi fare? La spesa del mangiare falla un po' prima, come faccio io. Anche la minestra comprala all'ingrosso e tanta altra roba che non va a male. Eppoi dici a Osman che ti mandi la spesa a casa. Fa come faccio io, mi preparo tutto quello che mi ci vuole avanti che venga la neve e il freddo. In questi giorni mi faccio la provvista di frutta e di carne. Di salumi vado al mercato, c'e' una bottega italiana che tiene di tutto, si chiama Lucca.
Clorinda mi raccomando, riguardati piu' che puoi, siamo vecchie e tutte le guazze ci bagnano. Proprio ora e' venuta l'Enrichetta, ha portato la fotografia che vi fece quando venne a C.
Siete presi bene tutti e due, gli anni li portate bene; Alfonso pare un giovanotto. Ti puoi contentare per avere 80 anni sei grassa. Alfonso ha la camicia con una toppa alla pancia, si vede bene.
Insomma sono contenta che stiate bene.
Maria